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Nessun dorma. Briciole di Turandot - Opera baby 2016

Opera baby 2016

Info

OPERA BABY - II EDIZIONE (da 0 a 36 mesi)

NESSUN DORMA!

BRICIOLE DI TURANDOT


di Violaine Fournier

tratto da Turandot di Giacomo Puccini
Drammaturgia musicale Federica Falasconi
Attrice /marionettista Benedetta Brambilla
Fisarmonica Mattia Lecchi
Regia Violaine Fournier
Scene e costumi Francesca Testi
Tecnico Saverio Quinto


Realizzazione scene e costumi Cantieri del Teatro, Como - Francesca Testi
Produzione AsLiCo

NOTE DI REGIA:

Perché proporre il grande repertorio ai bambini?
Trasmettere i grandi classici del repertorio operistico a bambini da 0 a 3 anni è possibile?
E’ una domanda che mi sono posta, ormai tanti anni fa, quando ho iniziato a realizzare spettacoli per bambini di quell’età. Per rispondere a questa domanda ho provato a ricordare come abbia fatto da bambina, senza esserne cosciente, a lasciar entrare nel mio universo le grandi opere che amo tanto. Mi sono ricordata infatti di quando mia nonna cantava tutti i ruoli dell’opera davanti alla televisione. L’ho vista essere Traviata morente sul suo letto, Tosca che non viveva altro che per l’arte, Mario pronto a essere fucilato, Mimì timorosa di disturbare…
Mia nonna non sapeva cantare, né conosceva la musica, ma era così felice quanto canticchiava il repertorio!
Sono convinta che siano stati gli spettacoli trasmessi in televisione e la gioia di mia nonna nel cantarli che mi abbiamo ispirato a fare questo lavoro.
Per me quindi trasmettere un’opera del repertorio significa prendere per mano i bambini ed entrare con loro in questo universo visivo e musicale per condividere insieme questo momento. Questo non è un corso didattico intellettuale per fornire nozioni sul repertorio operistico, è piuttosto un’esperienza sensoriale ed emozionale che imprimerà le prime tracce su questo sentiero.
Per i più piccoli la vita è in ogni istante una scoperta. I suoi occhi, le sue orecchie, il gusto, il tatto, l’olfatto sono interamente aperti alla scoperta dell’ambiente circostante. Sono particolarmente sensibili ad ogni cosa che si muova, ai colori, ai rumori ma specialmente alle voci. Può darsi che sia proprio perché veicolano la gioia, la tristezza, la rabbia con le loro sfumature ed intensità.
E Turandot?
La storia sanguinosa di Turandot non può essere raccontata per intero ai bambini, è troppo astratta, complessa e realmente spaventosa.
D’altro canto la drammaturgia comprende dei temi che possono essere adattati a questa età. In particolare se ci immergiamo nelle ragioni che spiegano il comportamento sanguinolento della Principessa Turandot, così come ci vengono proposti da Puccini e dal librettista.
Si tratta di una donna che ha paura e che soffre, porta i segni del trauma della nonna, violentata da un uomo. Come la strega in Kiriku, prende il potere sugli uomini per proteggersi.
L’idea che si diventa cattivi perché ci è stato fatto del male è assolutamente accessibile a tutti i bambini. Senza necessariamente prendere alla lettera la storia proposta da Puccini nell’opera si può però costruire a partire da quest’idea una drammaturgia fedele alle intenzioni del Maestro.
Una scenografia fedele all’universo di Puccini. Creare uno spettacolo per i bambini significa inventare un universo visivo che gli sia vicino. Come Puccini nella sua opera desidero creare un universo improntato sulla Cina, le sue sonorità fini, le sue lanterne e i suoi animali colorati del capodanno.
Il dragone, il cane, il gallo, il serpente, il topo il cavallo diventeranno importanti supporti per tessere una storia colorata e divertente. Diventeranno delle marionette, manipolate dagli interpreti.

Violaine Fournier


NOTE MUSICALI

La partenza ha il sapore della sfida: Turandot per neonati.
Come portare un’opera dagli effetti coloristici violenti, caratterizzata da un gran numero di strumenti in buca e in scena, da un’imponente uso delle masse e dall’utilizzo massiccio di percussioni a bambini piccolissimi e, di certo, non massicci? La risposta, anzi, le risposte arrivano concedendosi al capolavoro pucciniano con uno sguardo rinnovato dalla curiosità. Si parte così nel 1762 con le parole di Gozzi, autore di quella Turandot che ispirò successivamente Puccini: ”Metterò in scena una favola, una di quelle storie che i nonni e le balie raccontano ai bambini nelle notti d’inverno accanto al fuoco”. Si scopre poi che l’opera viene attraversata più volte da melodie cinesi provenienti da un carillon in possesso di un amico ? che il Maestro porterà poi con nuove sonorità orchestrali a imponenti cori – semplici, disarmanti, limpide. Tra queste la più importante è un tema affidato al coro di voci bianche: una melodia intitolata originariamente Fiore di gelsomino e che ricorre più volte rappresentando la infantile e incontaminata bellezza di Turandot. ancora: nel tentativo di raccontare l’oriente, in Turandot abbondano esempi di scale pentatoniche, spesso alla base delle prime esperienze sonore del bambino, dalle ninne?nanne alle filastrocche e sulla cui
universalità si sono espressi molti studiosi. Alle tre maschere Ping, Pong e Pang , i tre ministri del regno, i cambi di accento e i metri irregolari, la melodia dall’andamento meccanico, imprimono carattere marionettistico.
Partendo proprio da quel Fiore di Gelsomino, melodia che attraversa anche il nostro progetto, il nostro viaggio ci ha portato a pensare che troppe fossero le idee per non costruirci attorno un momento di ascolto e condivisione teatrale, un giardino in cui giocare insieme e liberamente con un’opera unica e straordinaria. 

Federica Falasconi – ideazione musicale