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Equipe Didattica

Luisa Bertoli

Luisa Bertoli

Sono Luisa Bertoli, soprano, e ho 26 anni.

La mia passione per la musica nasce da bambina: mi avvicino alla lirica a 7 anni, ammaliata dalla visione di una recita di Flauto Magico al teatro Ponchielli di Cremona e da allora inizio sia a cantare in alcuni cori della mia città che a studiare privatamente pianoforte, prima, e tecnica vocale, poi. Dopo il liceo, decido di iscrivermi alla facoltà di Scienze Linguistiche per assecondare il mio interesse per le culture straniere. Contestualmente vengo ammessa alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado per il triennio di canto. 

Nel 2012 ho la fortuna di prendere parte alle produzioni di Tosca di G. Puccini nel Circuito Lirico Lombardo nel ruolo di un Pastorello. Torno a contatto con la realtà di AsLiCo per la stagione 2017-2018 dove sono il Paggio in Rigoletto e Annina de La Traviata per il progetto Pocket Opera e divento parte dell'organico corale di Opera Lombardia.

Nel 2017 conseguo la laurea magistrale in Lingue (arabo, inglese e francese) e nel 2019 il diploma di canto lirico. Con grande gioia a gennaio 2019 comincio anche il mio percorso come formatore per la famiglia di Opera Domani che mi permette di portare i passi delle opere più famose direttamente sui banchi di scuola.

Da cantante e soprattutto corista, è davvero un piacere e un onore poter spiegare ad un giovane pubblico il mio lavoro e tutto quello che sta dietro ad uno spettacolo, spettacolo del quale, grazie ad Opera Domani, andranno a far parte!

Penso che per i ragazzi sia molto interessante oltre che istruttivo venire a contatto diretto con persone che lavorano nel campo dell'arte, per conoscere al meglio e piùà da vicino il mondo del teatro d'opera e annullare le presunte distanze fra platea e palcoscenico. Lo spettacolo, pensato e preparato perché sia il più avvincente possibile, coinvolge infatti a 360 gradi tutti gli studenti che partecipano non più soltanto come pubblico passivo e giudice, ma come entità musicale attiva e indispensabile alla buona riuscita dello stesso. Sulla base della mia esperienza personale, posso aggiungere che avvicinare le classi multiculturali al melodramma (che è, infondo, di origine italiana) può anche essere un ottimo strumento di integrazione.

In generale, ritengo che sia fondamentale per il futuro dell'Opera portare i nostri bambini e ragazzi a teatro così come si portano al cinema, alle mostre ed ai musei. In questo modo si offre loro la possibilità di godere della bellezza in tutte le sue forme e rappresentazioni e si cancella il timore reverenziale verso questo tipo di musica che non è poi così diverso da quello che ascoltiamo, divertiti, tutti i giorni.

Presentazioni e testi